Hit parade dei cocktail: la febbre del sabato sera!

Stilare una classifica dei cocktail più venduti nelle discoteche e nei piano-bar, non è semplice. Perché questa ipotetica classifica cambierebbe già se prendessimo in considerazioni le discoteche del Nord Italia, del centro o del Sud, o anche le discoteche e i locali con un target di clientela giovanissima o più matura. E comunque questa ideale graduatoria subirebbe anche repentini ribaltoni secondo le mode del momento. Un dato però è certo: nei locali dove protagonista è la musica, a farla da padrone sono le bevande alcoliche e super alcoliche. Anche se compilare una classifica di gradimento (seppur provvisoria) risultava arduo, ci abbiamo ugualmente provato e dalle nostre ricerche sono emerse anche alcune sorprese inattese.

Vincitore della hit parade dei cocktail risulta statisticamente essere il noto Paradise. Della sua storia si sa poco, l’unica traccia risale al manuale di Harry Craddock del 1930. Alcune fonti sosterrebbero che il “Paradise Cocktail” sia nato in Inghilterra negli anni ‘20 per mano di uno sconosciuto, altre sostengono la tesi che fu proprio Harry Craddock a crearlo. Sul gradino più alto del podio, vediamo quindi sventolare la bandiera britannica, tallonata però dal tricolore italiano, perché al secondo posto troviamo il Martini Cocktail. Per la medaglia di bronzo non poteva mancare il rappresentante di una terra dove la musica esprime uno stile di vita, il caraibico Mojito che, immune al susseguirsi delle mode, si afferma tra i cocktail più venduti nei locali di tutto il mondo.

 

Eccovi allora l’attuale classifica dei primi dieci cocktail più venduti in Italia nelle discoteche e nei piano-bar:

  1. Paradise
  2. Martini cocktail
  3. Mojito
  4. Long island
  5. Martini perfect
  6. Martini sweet
  7. Pinacolada
  8. Negroni
  9. Gin & it
  10. Gin fizz

 

A voi professionisti salterà all’occhio l’assenza di alcuni cocktail considerati pilastri, come il Cuba Libre, ma innanzitutto come detto è una statistica e come detto basta un soffio di vento perché questa classifica cambi radicalmente. Osservando meglio scopriamo anche la latitanza degli analcolici, proprio perché i locali presi in esame sono soprattutto luoghi per socializzare ed è inutile ribadire che l’alcol, da sempre, se consumato con moderazione, è un aiuto fondamentale per combattere la timidezza. Si nota che tra i prodotti più amati il disco d’oro è da assegnare al Martini, presente in ben tre ricette. Ovviamente, a fare da ago della bilancia nella classifica dei cocktail è anche il barman, una figura fondamentale che grazie alla sua creatività riesce a creare delle autentiche tendenze.

 

La professione del barman non s’improvvisa, e questo è ancor più vero se consideriamo il barman della discoteca che, a detta del blog magazine di biancolavoro.it un sito di riferimento per il reperimento di news, orientamento ed informazione sul mondo del lavoro, deve essere sempre gioviale ed espansivo, avere la predisposizione alle relazioni con il pubblico, avere passione per la vita notturna, saper essere riservato quando occorre e saper ascoltare dove necessario, avere ottima coordinazione dei movimenti, un’ottima conoscenza dei principali elementi utilizzati per la preparazione dei drink, conoscere i cocktail fondamentali e avere le capacità organizzative sia per quanto concerne la gestione del lavoro, sia per quanto riguarda la gestione dello spazio operativo.

 

Un buon corso formativo per diventare barman, suggerisce ancora news.biancolavoro.it, prevede un percorso professionalizzante articolato su circa 100 ore e ha un costo medio che si aggira intorno a 1.000 euro. Il corso è finalizzato alla formazione di base completa comprendendo: introduzione alla professione con accenni storici sull’arte del barman, organizzazione e suddivisione della stazione di lavoro, conoscenza delle attrezzature principali per svolgere l’attività, nozioni base di merceologia e studio dei prodotti, studio delle basi per la preparazione dei cocktail, tecniche di comunicazione e interazione con il cliente, decorazione dei cocktail (intaglio della frutta, posizionamento degli elementi decorativi).

 

Buono a sapersi

I succhi di frutta vanno conservati in particolari contenitori di plastica detti store’n pour mentre gli alcolici di maggiore utilità dovranno essere ordinatamente disposti su di una barra di ferro denominata “speedrack”. Imparare a utilizzare questi strumenti è fondamentale per organizzare il lavoro in modo irreprensibile ottimizzando i tempi e massimizzando la produzione di cocktail. (Fonte: news.biancolavoro.it)

 

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