Se il drink è eco-sostenibile e il bartender rende il mondo migliore

Le attrezzature hi-tech con strumenti da far invidia a un laboratorio di ricerca, sono tra le tendenze drink 2016 che locali e bartender stanno dettando da tutto il mondo. Ma il drink nuovo e di tendenza è oramai da tempo anche drink sostenibile: bio drink o green drink, perché prodotto in maniera naturale senza l’aggiunta di additivi chimici.

 

E’ una moda che oltreoceano è in voga da tempo. Lo è anche in Italia, se pur meno legata a campagne di sensibilizzazione, ma comunque moda che già coinvolge intenditori del buon bere e amanti delle tematiche sostenibili. Perché quando si è preparato un drink bio-sostenibile, in fondo, è come aver contribuito a rendere il mondo migliore. Cocktail meno alcolici e anche arricchiti di erbe e erbette spesso coltivate dal bartender stesso.

 

Un modo nuovo di fare e bere un aperitivo che non può prescindere tuttavia dal ruolo stesso del bartender. Come dice il suo nome, tender significa che accoglie e parla col cliente, che si prende cura di lui: l’accoglienza, la capacità di instaurare un dialogo col cliente, è la ragione per cui molti scelgono di non andare in un bar ma dal bartender. Quindi proprio col bartender ci si aspetterà di discutere anche di ambiente e stili di vita.

 

I momenti di relax e di aggregazione legati al bere o al mangiare sono anche quelli preferiti dalle associazioni ambientaliste che ben volentieri organizzeranno un incontro di informazione ambientale legato al drink biologico e sostenibile. Può essere la birra alla spina senza C02 aggiunta, o altre bevande per le quali si sono riscoperte tecniche naturali per estrarre le essenze e per distillare gli alcolici. Importante è non dimenticare che imprescindibile dal bio drink è chi lo prepara, il bartender, affabile e capace di empatia col cliente, talvolta primo propulsore di una nuova riflessione sulla sostenibilità.

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