E’ tempo di trippa, piatto buono e semplice tutt’altro che ordinario

In Toscana la trippa è la trippa alla fiorentina e il mese di febbraio, forse per via del periodo di Carnevale che precede la Quaresima, è forse il mese in cui questo piatto riscuote più successo. A casa come al ristorante. Piatto anti spreco e anti crisi, la trippa viene accostata in ogni regione a un ingrediente particolare. Quella col parmigiano, è la classica alla fiorentina ma per rimanere in Toscana, come non ricordare la trippa alla Montalcinese con lo zafferano. Certo se si cambia regione e città la si trova accostata anche ai chiodi di garofano e alla cannella, come a Mantova, oppure ai pinoli, funghi e pancetta, come a Genova.

 


Partiamo da Firenze, allora, che sembra regalarci la ricetta più semplice (per 4 persone).
Facciamo rosolare con un po’ di olio 1 cipolla e 1 carota per una decina di minuti e aggiungiamo la trippa (1 kg) tagliata a striscioline che faremo insaporire per circa 10 minuti. Aggiungiamo i pomodori pelati (gr. 250), anche freschi, sale, pepe e lasciamo cuocere per altri 20 minuti con coperchio, a fuoco moderato. La trippa a questo punto è pronta, salvo impreziosirla con l’immancabile spolverata finale di parmigiano. Ma se volete proporla con l’aggiunta di patate tagliate a fette, sappiate che presenterete un piatto completo, ideale anche come piatto unico per pranzi veloci. Dopo circa 10 minuti dall’aggiunta della trippa, si possono aggiungere le patate. Finiranno di cuocere insieme.

 

Una raccomandazione: non pensate di tenere la trippa sul fuoco per ore! Una ventina di minuti potrebbero già essere sufficienti: considerate che a Firenze la trippa si mangia cruda nell’insalata. E diffidate da chi vi consiglia di tirarla su col brodo. A renderla un piatto delizioso bastano la sua acqua e il pomodoro!

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