Panini storici: lo Street Food all'italiana

Chi pensa che il cibo di strada sia solo pizza al taglio e hot dog si sbaglia. L'Italia ha un'antica tradizione di specialità che si possono trovare nelle strade, preparate al momento da venditori ambulanti.

 

Lo  Street Food è radicato nella nostra cultura culinaria, abbiamo testimonianze della sua esistenza fin dall'epoca romana. La pratica di mangiare per strada era così diffusa nell'antica Roma che l'Imperatore Domiziano nel I secolo d.c. fu addirittura costretto ad emanare un editto per regolamentare la vendita di merci per le strade della città eterna.

 

La storia culinaria di ogni Paese è caratterizzata da almeno un tradizionale piatto tipico (o moltissimi) di strada: dalle “Jacket Potatoes” londinesi ai tacos messicani, dal pad thai di Bangkok al kebab turco... Lo Street Food è sempre stato destinato alle classi popolari, molte caratteristiche di questo tipo di cibo sono riconducibili a tale retaggio storico. Il cibo di strada tradizionale è  un pasto economico, che può essere consumato velocemente, che non ha bisogo di elaborate preparazioni, e che viene realizzato con alimenti poveri come le parti meno nobili degli animali, per questo nel nostro Paese molti dei piatti di strada tradizionali sono a base di frattaglie.

 

Da qualche tempo chef e appassionati di food  si stanno impegnando a salvaguardare questa tradizione  facendo riscoprire al grande pubblico questi sapori forti ai quali i nostri palati, troppo spesso omologati al gusto dei Fast Food, non sono più abituati. Sono numerosi i festival dedicati allo Street Food: Stracibo, organizzato ogni anno a Jesi, il Festival internazionale del cibo di strada che nel 2012 si è tenuto a Cesena, lo StreetFood Market di Marciano della Chiana (in provincia di Arezzo).

 

La varietà dei cibi di strada italiani è infinita, addirittura ogni borgo ne ha uno. Abbiamo scelto di farvi fare un viaggio da Nord a Sud  tra i panini storici del nostro Paese, imbottiti con le parti meno nobili degli animali. A molti i sapori forti di questi panini potranno non piacere, ma questi sono la testimonianza di quanto il cibo di strada sia radicato nella nostra cultura.

 

Il Panino col lampredotto di Firenze

Nelle piazze di Firenze troviamo dei chioschi fumanti da cui proviene un buon odore di bollito. Sono i trippai che da secoli servono i panini con il lampredotto.

Il lampredotto è la parte meno nobile dello stomaco del vitello, che viene bollita per ore con pomodoro, sedano, cipolla e prezzemolo. Una volta cotto viene servito in un panino, di solito un semelle, bagnato con il liquido di cottura della carne, e condito con salsa verde o piccante.

Il Pan co’grifi aretino

I grifi sono le parti magre e callose del muso della Chianina. Vengono cotti a lungo e serviti in un panino, di solito un orcello. Era il classico spuntino dei contadini aretini che viene ancora servito nei chioschi della città.

L' U morzeddu di Catanzaro

E' una pitta – tipico panino calabrese – farcita di interiora di vitello condite con una salsa piccante al pomodoro. Il suo nome deriva dallo spagnolo “al muerzo”, che si può mangiare a morsi. 

Leggenda vuole che questo panino sia stato creato da una donna che lavorava come serva in una famiglia catanzarese, un giorno dovette ripulire una stanza dai resti della macellazione di un vitello, prese quindi le parti avanzate dell'animale è creò un piatto sostanzioso e che poteva essere conservato a lungo.
Un tempo veniva consumato soprattutto da manovali e operai a metà mattina nei chioschi catanzaresi, oggi possiamo trovare questo piatto soprattutto nei ristoranti. 

Lo Street Food siciliano

La Sicilia è la regina dello Street Food all'italiana, tanto che Palermo ha conquistato il quinto posto della Top Ten 2012, realizzata da VirtualTourist, delle città del mondo in cui si trova il migliore cibo da strada. 

Il panu ca' Meusa

E' un panino tipico palermitano, preparato nei chioschi dei mercati rionali della città come quello di Vucciaria. 

Si tratta di una vastella, un panino al sesamo, riempito di pezzetti di milza e polmone di vitello fritti nello strutto conditi con limone e per chi vuole caciocavallo o ricotta.
L'origine del panino è antica, risale a quando gli ebrei abitavano nella città attorno al XII-XIII secolo. Molti di loro lavoravano nei mattatoi di Palermo e, a causa dei loro vincoli religiosi, non potevano ricevere un compenso per questo tipo di lavoro, venivano quindi pagati in natura con le frattaglie degli animali che non mangiavano ma vendevano ai palermitani nei chioschi di strada.  Nel 1492 Ferdinando II d’Aragona li cacciò dalla città, e la loro attività venne ripresa dai   “caciuttari” ed è arrivata fino ai nostri giorni.

La Frittola

La Frittola è una particolare preparazione della carne bovina.  Il frittularu la serve in un panino morbido o da sola su un foglio di carta.

 

 

per vedere ulteriori prodotti correlati effettua la registrazione!

iscriviti alla newsletter

iscriviti