L’ordine dei piatti nel menu, a ogni locale il suo. Chiarezza e semplicità per tutti

Tanto importante per il fatturato di un ristorante quanto mai troppo curato come meriterebbe, il menu è uno straordinario strumento di marketing che chi gestisce un locale sa di poter utilizzare al meglio. Per esempio, prestando una particolare attenzione alla descrizione dei piatti, un tema che abbiamo scandagliato di recente, insistendo sull’importanza di regalare qualche suggestione (senza esagerare) nella descrizione. Argomento del giorno è, invece, quello legato alla sequenzialità delle portate e all’importanza di una lista delle proposte in cui la semplicità e la chiarezza chiedono il rispetto di un certo ordine. Meglio di una certa sequenzialità che, in particolare per un ristorante classico, deve essere coerente e precisa: gli antipasti, i primi, i secondi, i contorni e i dolci.

 

In locali polifunzionali dai concept più vari che offrono dalla colazione, al pranzo, all’aperitivo, alla cena, fino anche al dopocena, l’ordine dei piatti sfuma d’importanza. E’ preferibile insistere su presentazioni nuove che rilancino piatti conosciuti ma, grazie al nome, rivalorizzati. Così accade che gli antipasti diventino “Mezze porzioni” di zucchine croccanti e code di gambero o di lasagnette con pesto e patate e la carta tradizionale si “frammenti” in panini gourmet, schiacciate di pane fino a prevedere brunch cocktails.

 

Nel caso di pizzerie se l’offerta riguarda un buon numero di pietanze, conviene creare più sezioni: una per le pizze, una per i primi, una per i secondi. E nel caso di molte varianti di pizza - rossa, bianca solo con carne o solo con pesce - la carta sarà più leggibile se sono previste delle sottosezioni.

 

Pizzeria o ristorante a parte, ogni categoria di piatto vorrebbe che le fosse riservata una pagina così da facilitare il cliente nella lettura e nella riconoscibilità delle pietanze. Buona prassi chiede anche che siano utilizzati sempre titoli ben visibili e semplici per presentare le varie categorie di cibi. Quanto alle bevande, vini, birre e cocktails si presentano meglio in una lista separata o, a parte, in una carta dedicata.

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