Semole integrali e gluten free: così cambia il consumo di pasta anche in pausa pranzo

In passato c’era l’utilizzo quasi esclusivo di pasta industriale un po’ da parte di tutto il canale horeca. Oggi che crescente è la richiesta di qualità da parte dei consumatori, sempre attenti alle specifiche sul tipo di pasta, l’attenzione alle etichette d’eccellenza è diventata alta, non solo da parte dei ristoranti ma anche del canale bar per la pausa pranzo. Così al consumo di pasta sono andati affiancandosi nuovi trend che riguardano in particolare l’acquisto di pasta integrale e biologica e quello specifico dedicato ai celiaci.

 

Se il luogo del consumo di pasta è la ristorazione, il consumatore moderno per antonomasia è oggi un buongustaio di pasta integrale, aromatizzata ��" preferibilmente al peperoncino o al limone - e naturalmente gluten free. La ristorazione sembra averlo capito e l’impegno da parte del canale food a incontrare i gusti della clientela è dimostrato dalle ricette multigusto e dai menu diversificati.

 

A proposito di eccellenza delle materie prime tra le nuove proposte sul mercato di pasta bio e naturale, ci sono linee interamente integrali artigianali, fatte, nel solco della tradizione regionale, con semola, per esempio, rigorosamente toscana. Oppure linee speciali come la pasta senza glutine che utilizza farine di riso, di mais, di grano saraceno solo per citare quelle più diffuse e facilmente reperibili sul mercato.

 

 

La competizione sulla qualità ha portato a investire meglio anche sulle soluzioni di cottura della pasta che vadano incontro alle difficoltà di chi lavora in cucina. Se inalterato nel tempo è l’interesse degli operatori professionali per una gamma di pasta che sia ideale per cotture espresse, crescente, invece, è l’attenzione verso quei prodotti a base di pasta attenti ai processi di doppia cottura. 

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