Artigianale, così piace alla ristorazione più qualificata la bionda anima e corpo

La solita bionda industriale senz’anima e senza corpo, non convince più da molti anni. L’esplosione del fenomeno si chiama birra artigianale e se vent’anni fa era prerogativa di Beer Shop e Pub, oggi ha contagiato in pieno anche il mondo della ristorazione. La carta di ristoranti e birrerie è sempre più ricca di craft beer. Il successo è confermato da parte di tutte le fasce di età: merito, neanche a dirlo, delle birre stesse, birre genuine, dal grande gusto, di grande personalità.

 

Fenomeno dentro il fenomeno negli ultimi anni si è assistito all’esplosione delle birre gluten free: anche la birra non è rimasta immune dall’interesse sempre più diffuso da parte dei consumatori di prodotti senza glutine. Le birre gluten free oggi sono buone e piacciono anche a chi non è celiaco. Il mercato si è allargato anche al canale horeca tanto che pizzerie, bar, ristoranti ma anche una certa distribuzione non ha alcuna difficoltà oggi a vendere birre senza glutine. Certo conta molto l’attenzione da parte del ristoratore a segnalarne la presenza sulla carta e a sottolinearne l’aspetto organolettico, valorizzando il sapore che dall’assenza di glutine non ne esce affatto penalizzato.

 

La qualità delle materie prima è l’altro fattore determinante del successo delle birre artigianali, un fenomeno destinato a durare grazie a un’offerta che tenderà a crescere con birre innovative. Nello stabilimento di Birra del Borgo, nel birrificio laziale di Borgorose, la birra riposa dentro grandi giare di terracotta. Dal 2011 il fondatore del birrificio ha ripensato l’idea classica di birra, reinterpretando gli stili della bevanda di malto. Da questa rielaborazione sono nate due birre affinate in anfora, Etrusca e più recentemente Anfora, una birra a cui la terracotta dona sentori minerali mantenendo comunque una delicata dolcezza di fondo.

 

I maestri della birra sono andati oltre un prodotto frutto di una standardizzazione. Ora l’offerta è molto ampia.  Ripensare la proposta classica di birra è uno scatto che anche la ristorazione più qualificata può e deve fare.

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