La carta dei vini: perché deve essere chiara e dinamica soprattutto quando è digitale

Non è piacevole né per il consumatore né per il personale di sala dover dirottare su una seconda scelta dopo che da una lettura della carta, per di più attenta e ragionata, il vino prescelto è stato individuato e ordinato. Eppure è quanto di più frequente possa accadere nel proprio locale: la presentazione dei vini stampata su carta, rende più difficile l’aggiornamento della effettiva disponibilità in cantina. Sta a chi prende l’ordinazione anticipare il cliente per aggiornarlo sulle variazioni rispetto alla carta. Ma non sempre è possibile. Per superare questa difficoltà è necessario che a una carta dei vini tradizionale ben fatta, cioè dettagliata nelle informazioni e chiara nella grafica, corrisponda una altrettanto chiara e dettagliata carta dei vini in formato digitale. Quale locale può farne a meno? La carta on line accessibile con un qualsiasi smartphone, consente con un semplice click al personale di fare l’aggiornamento e al cliente di vederlo in tempo reale. C’è poi tutta la parte dell’integrazione con i social che dà la possibilità di rendere virale la promozione della propria carta dei vini.

Ma quali sono le regole fondamentali per stilare una buona carta dei vini valide sia per il cartaceo che per il digitale?

 

Grafica chiara

Una grafica chiara si ottiene quando chiara è la divisione dei contenuti. Per esempio, per tipologia di vino e per regione di appartenenza. Bene dare la possibilità di scegliere vini rossi, bianchi, rosati o altro, come bene è suddividere gli stessi vini per zona di appartenenza. C’è chi orienterà la propria scelta in base alla tipologia di vino e chi, invece, in base alla zona di produzione.

 

Scelte selezionate per i propri clienti

Piace sperimentare più vini e per questo il vino al calice rappresenta in questo senso un’ottima opportunità. C’è una crescita consolidata oramai sulla richiesta del calice di assaggio a cui l’enoteca con cucina e il WineBar soprattutto, entrambi naturalmente più predisposti al giro di vino, non possono non rispondere. Ma anche il ristorante tradizionale può pensare di servire il vino al calice, 4 o 5 etichette almeno, di più diventerebbe dispendioso.

 

Coordinamento con la cucina

Consigliare un vino in abbinamento a un piatto o al Menu del giorno, renderà più piacevole l’esperienza di chi sceglie il vostro locale. Bisogna però essere ben preparati, aver speso del tempo in cucina, con il cuoco, aver chiesto, ascoltato, introiettato. Solo allora in sala ci sarà una persona preparata a soddisfare le richieste di un cliente se non competente in fatto di vino, quantomeno curioso e desideroso di scoprire.

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