Il vino al tempo dei Millennials, una cultura seria del bere e curiosa di sperimentare

Non si rivolgono a loro le campagne di informazione sul bere responsabile perché del bere di qualità e con moderazione hanno fatto la loro filosofia di scelta. L’arte dello stare insieme bevendo bene e meglio, l’hanno appresa in quei luoghi del bere giovane come winebar, enoteche e caffetterie gourmet che hanno cambiato il modo di fare ristorazione e del bere nel fuori casa. Dimostrando, con una cultura enologica più raffinata e attenta alla sostenibilità e all’innovazione, di aver superato anche i loro genitori che, quanto al modo di consumare vino, hanno un approccio ancora tradizionale.

 

 

 

Sono i giovani tra i 20 e i 35 anni, i cosiddetti Millennials, che stanno cambiando gli stili di consumo del bere in generale, e del bere vino in particolare. A loro guardano con interesse il mondo della ristorazione e le aziende vitivinicole che per intercettare il trend, producono anche etichette ad hoc, puntando a fattori di design come il packaging o commissionando indagini di mercato sul bere vino tra questa fascia di giovani.

 

 

 

A chi sta dietro il bancone spetta il compito di proporre, guidare, far sperimentare. Quest’ultima, la sperimentazione, piace molto ai nuovi consumatori di vino, curiosi di conoscere, attenti alla tipologia più che alla notorietà del brand, pronti ad affinare il gusto anche con vini naturali e non troppo impegnativi quanto a conoscenze da apprendere e far proprie. Per questa clientela giovane, però, serve professionalità e tempo da impiegare. I giovani trentenni con un reddito medio-alto sono, in definitiva, la fascia disposta a spendere di più anche al ristorante. Non dimentichiamo, però, che per loro il vino non è più tanto elemento di consumo al pasto quanto di convivialità durante l’aperitivo o nel dopocena. Pur sempre che sia di qualità.

 

per vedere ulteriori prodotti correlati effettua la registrazione!

iscriviti alla newsletter

iscriviti