L’ora dell’aperitivo: al bancone è tempo di mocktail, bravura ed estro del bartender

Diversi dai cocktail perché rigorosamente privi di alcol. Ma che dei cocktail ricalcano la ricetta che viene sostituita nella parte alcolica con acqua tonica, soda, ginger ale o limonate. I mocktail dall’unione delle due parole mock (finto) e cocktail, finti cocktail perché analcolici, sono stati tra le bevande più richieste ai banconi dei cocktail bar di questa estate. Ora la tendenza sembra destinata a continuare per tutto il 2017, anche in Italia, dove quando si parla di alcol e sicurezza stradale, ci si limita a raccomandazioni sul bere con moderazione. Laddove, invece, un altro modo di bere è possibile senza rinunciare ad aromi e sensazioni organolettiche tipiche dei cocktail.

 

 

Molto sta alla bravura e all’estro del bartender: chi non si accontenta di sciroppi o succhi di frutta industriali, o per scelta decide di rinunciare quasi completamente agli zuccheri, utilizza ingredienti naturali e di stagione che non solo limitano i danni ma vanno a nozze con le attenzioni salutiste del cliente che apprezza frutta e ortaggi freschi come ananas, menta, basilico e cetrioli. Degni sostituti dell’alcol possono essere anche le spezie come lo zenzero o la curcuma o le erbe aromatiche.

 

 

La combinazione perfetta non esiste ma esiste il bravo barman che mixa frutta fresca come avocado, mirtilli e pesca, con limonate, ginger ale, acqua di rose, latte di cocco, succo d’uva, succo di agave. Non solo chi non può assumere bevande alcoliche potrà bere qualcosa di curato e ricercato ma anche chi fino a quel momento non avrà voluto rinunciare all’alcol, scoprirà il piacere di un drink completamente analcolico. E adatto anche ai minorenni.

 

 

Bevuti nel barattolo di vetro vuoto, i mocktail coniugano in un colpo solo attenzioni salutiste e ambientaliste. Naturalmente a partire dall’ora dell’aperitivo in avanti. 

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