Mixology 2018, tempo di barchef: così la creatività al bancone passa prima dalla cucina

E’ stato il mainstream del 2017 e continuerà ad esserlo anche nel 2018. I drink ecosostenibili prodotti nel rispetto dell’ambiente e con tecniche sostenibili, sono quanto di più ricercato oggi dal consumatore di cocktail che per questa nuova esperienza, è disposto anche a pagare di più. Perché in quel drink c’è il “biglietto” per il futuro, non solo per un bere più sano, ma per un mondo migliore.

 

 

Cocktail ecosostenibili fin dai primi gesti

Rispetto dell’ambiente e criteri di responsabilità sociale, significano riutilizzo degli ingredienti, prodotti senza additivi chimici, erbe e erbette coltivate sul davanzale del proprio locale, tecniche naturali per estrarre le essenze o per distillare gli alcolici. Con il messaggio che le scelte che hanno portato alla realizzazione di quel cocktail hanno avuto un impatto assolutamente leggero sul proprio corpo e sull’ambiente. Il consiglio per il 2018 è di investire il più possibile in questo messaggio carico di valori e valenze che il barman professionista deve saper trasmettere fin dai primi gesti, quelli legati alla preparazione del cocktail.

 

 

Sperimentare nel bicchiere come si fa nel piatto

L’abbinamento tra cibo e cocktail piacerà ancora per molto secondo quanto è emerso anche al Diageo Reserve World Class 2017: 10mila bartender da 50 paesi del mondo per una competizione internazionale che celebra l’arte della mixology e che ha rivelato anche quest’anno l’evoluzione dei nuovi trend della mixology. Un modo di bere e di assaporare grazie a affumicatori, disidratatori, vetro e fiamme e strumenti vari della cucina molecolare che il bartender saprà utilizzare al meglio per regalare drink con schiume, bolle ed emulsioni uniche per la vista e per il palato. Là dove il bartender sarà anche barchef, si dovrà far tesoro di prodotti, cotture e fermentazioni che arrivano dalla gastronomia e dalla cucina: salsa di pomodoro con l’aglio, uova di bottarga, spuma di burrata, spezie, aromi e miscelati sempre più cucinati e pronti per essere abbinati con i piatti dei menu. Per deliziare gli amanti della sperimentazione alcolica.

 

 

Gastromixology, per pochi ancora per poco

L’incontro tra cucina d’autore e cocktail sempre più orginali, signature serves o cocktail sartoriali come cuciti in sartoria, è la gastromixology o mixology gastronomica in cui l’esperienza multisensoriale gioca un ruolo determinante. Le bevande potenziano le sensazioni del cibo, per una cucina davvero liquida in cui cibo e mixology diventano l’una estensione dell’altro. Pasteggiare con un drink anziché col vino non è più, anche in Italia, cosa rara. Non facciamoci trovare impreparati!

 

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