Street food, da moda a mestiere nella ristorazione. E c'è anche chi insegna il business

E' una scelta di carriera promettente quella del food trucker, forte di una realtà economica in cui almeno un italiano su due, acquista street food mentre si trova in giro per la città. Le parole d'ordine per chi voglia intraprendere il business del commercio itinerante del cibo, sono almeno due: qualità e cucina regionale. Spesso e volentieri, i due elementi, inevitabilmente congiunti.

Qualità perché i consumatori di cibo da strada cercano le eccellenze del made in Italy: se è Sud vogliono i fritti, il supplì al ragù, l'arancino ragù e piselli e se è Napoli il piatto per eccellenza dello street food napoletano, la frittatina di pasta. Se, invece, è Firenze, non può mancare il panino al lampredotto, se è Palermo, pani ca' Meusa, il pane con la milza, un classico della cucina siciliana.

Cucina regionale perché la qualità nasce dalla tradizione e dagli ingredienti genuini tipici del territorio.

 

 

Il business è contenuto, non richiede l'investimento di un ristorante e anche per questo attira sempre più imprenditori. La realizzazione e la messa in strada del veicolo, le nuove tecnologie e le soluzioni meccaniche, non sono, tuttavia, da trascurare. Insomma il mestiere non si improvvisa. Ci sono l'Ape trasformata in gelateria itinerante o in friggitoria dalle tante prelibatezze fritte, l'eco bike, tipico nelle zone del pescarese, i carretti dove si cucinano cibi a km 0, furgoncini di varie dimensioni che sfornano cibi caldi a tutte le ore. Serve anche un buon marketing soprattutto in fase di avvio, e, ben che parta dalla tipicità regionale, un'idea vincente. Da cavalcare anche la scelta di puntare su nicchie di mercato che stanno acquistando sempre più credibilità e consenso: dalle ricette tipiche alle rivisitazioni in salsa vegetariana, vegana, bio e gluten free. Hamburger seitan, burrito di pesce al tofu, pancake al cocco, sono fra le opzioni su cui anche i food trucker italiani hanno cominciato a investire.

 

 

I luoghi dedicati sono sempre meno piazzole improvvisate e sempre più spazi a lungo termine: dietro un appuntamento dedicato allo street food ci sono organizzazioni di mercato di cibo di strada capaci di assicurare anche un flusso costante di clienti. E' necessario però essere sempre al corrente su festival, fiere, oltre che sui trend emergenti e naturalmente sulla normativa di settore. Il business è diventato così interessante che team di professionisti specializzati oggi sono in grado di aiutare l'imprenditore a sviluppare il suo progetto, supportandolo in ogni passaggio, dalle autorizzazioni necessarie alla produzione dei documenti, alla messa in strada del mezzo. Una fonte di informazione molto accurata è rappresentata dal sito web di StreetFoody, che si pone come punto di riferimento per i food trucker italiani su tutto quello che riguarda il mondo street food sia italiano che estero. Il team di specialisti di StreetFoody ha sede in Toscana, a Terranuova Bracciolini.

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