Gelato artigianale ma all'azoto liquido: tra tradizione e innovazione ora si può

Tecnologia e industria dei preparati hanno cambiato molto l'arte di questo prodotto ma proviamo a pensarla senza preconcetti: la produzione di un gelato sempre più facile e veloce può continuare ad essere sinonimo di artigianalità. Ce lo insegna l'esperienza di Alberto Marchetti, maestro gelatiere torinese che Starbucks ha scelto per la presentazione di tre esclusivi gusti di gelato nello store di Milano. Gelato molecolare, per la precisione.

 

Perché ingredienti selezionati e Made in Italy possono conciliarsi con tecniche innovative come quelle che il colosso americano ha voluto sperimentare con l'artigiano Marchetti. Il risultato è un gelato che si fa al momento sotto gli occhi del cliente e che grazie all'azoto liquido è pronto in una manciata di minuti: la miscela del gelato è quella preparata nella gelateria torinese e nello store milanese viene mantecata solo la porzione richiesta. Attraverso una valvola la porzione viene messa a contatto con l'azoto liquido a una temperatura che garantisce il congelamento immediato. Il gelato in due minuti è pronto. 

 

Se il nitro coffee miscelatocon l'azoto sta riscuotendo sempre più successo, in Italia il gelato molecolare non convince. Merito della bravura dei nostri artigiani gelatieri. Starbucks tuttavia potrebbe rimescolare le carte. Staremo a vedere. L'invito non è ad abbandonare i macchinari tradizionali ma a prendere in considerazione anche sperimentazioni innovative, senza rinunciare alla qualità degli ingredienti e alla sapienza tramandata dalla nostra tradizione gelatiera. Tradizione, materia prima e tracciabilità degli ingredienti di cui si parlerà in questi giorni anche al Salone del Gusto di Torino (20-24 settembre). In un'area di 100 metri quadrati interamente dedicata al gelato, ci saranno professionisti e laboratori del gusto. Un progetto dello stesso Alberto Marchetti.

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