Dal wi-free al tech-free: cellulare “bandito” a tavola, più della moda potè il coraggio

In origine era il wi-fi, oggi è il tech-free o cell-free. Il divieto di usare il cellulare al ristorante, da moda d’oltreoceano, sembra essere arrivato anche in Italia. In un ristorante di Teramo si offrono sconti del 15% al tavolo dove tutte le persone lasciano il telefono. A Torino in un noto brand del mangiare italiano si mettono a disposizione scatole dove riporre il cellulare, adeguatamente messo in sicurezza, per poi prenderlo all’uscita con il simpatico omaggio di alcuni biscotti. E ancora: c’è chi pratica il tech-free solo una volta alla settimana, chi crea all’interno del proprio bar o ristorante una zona libera da wi-free. Farà sorridere ma il divieto del cellulare al ristorante, comincia a piacere. 

 

Dovremo quindi misurarci con questa nuova tendenza, sperimentandola anche a piccole dosi, sicuramente non ignorandola. Perché i clienti amano mettersi alla prova e talvolta dimostrare a se stessi e a chi è in loro compagnia che il cosiddetto phubbing, termine usato per l’abitudine a ignorare gli altri a favore del proprio cellulare, non è cosa che li riguarda. Il ristoratore che ci crede è disposto anche a rischiare: rischiare, cioè, che non proprio a tutti piaccia la scelta e come conseguenza mettersi nella condizione anche di perdere qualche cliente. Gli ordini scorrono più rapidi e il servizio non è rallentato da foto da mandare, messaggi da completare, notifiche da controllare. E poi c’è il tempo impiegato a fare scatti al piatto che arriva in tavola, abitudine oramai sempre più diffusa che può rallentare anche il lavoro degli chef in cucina. Insomma, a volercele mettere proprio tutte, il cellulare a tavola può diventare un vero impiccio per chi serve in sala. E poi, a sentire chi pratica lo #stopphubbing, il cibo sembra decisamente migliore.

 

Si può comunque sempre iniziare sperimentando con un giorno tech-free alla settimana e sondarne i risultati. Oppure trovare alternative di scambio: chi è disposto a separarsi dal cellulare, può essere omaggiato con un buono per una cena o con una promozione valida in determinati periodi dell’anno. Il consiglio può suonare scontato ma parlando di sperimentazioni, è d’obbligo: a pranzo il cellulare è visto ancora come un oggetto di lavoro e siamo tutti meno disposti a separarcene. La sera a cena, si volta pagina.  Rompere con abitudini radicate, fa stare meglio. Basta che il divieto non arrivi dai soliti “censori”. Il ristoratore, almeno per adesso, non è ancora fra questi.

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