Cocktail sostenibili e low alcool: saranno vincenti quei locali che li sperimenteranno

Non stupiremo nessuno se nel cocktail di sempre quest’anno non faremo trovare la classica cannuccia: i materiali in plastica si avviano definitivamente a sparire dai drink in linea con quanto già sta succedendo nella ristorazione. Zero wasteo rifiuti zero è una delle parole d’ordine che abbiamo già imparato a conoscere nel 2018 e che nell’anno in corso si consacra definitivamente tra i trend che orienteranno anche il mercato della mixology contemporanea. La sostenibilità praticata nei ristoranti, diventa un must anche per i bartender italiani che praticano già tecniche come la fermentazione o l’essiccazione. Riutilizzare gli avanzi alimentari significa ingegnarsi per ridare nuova dignità agli scarti in nome di una mixology a spreco zero. Gli esempi di locali zero waste non mancano in Italia. Esperti in essiccazioni, conservazioni, fiori e piante, insegnano nuovi metodi di produzione e una gestione del frigorifero non convenzionale. Le materie prime oltre che con essiccazioni e conservazioni specifiche saranno trasformate anche con fermentazioni: accostamenti originali e non consueti di foglie, bacche, radici, senza paura di sperimentare perché a ispirare sarà sempre e soltanto il bere sostenibile. 

 

I cocktails a basso contenuto alcolico sono l’altra tendenza definitivamente sdoganata nel 2019. L’ IWSR (International Wines and Spirits Record), l’istituto di ricerca britannico specializzato nelle ricerche di mercato dei drink alcolici del fuori casa, aveva pronosticato che entro il 2019 sarebbe cresciuta la domanda di prodotti di alcolici a bassa gradazione con seguaci anche nel mondo maschile. Piace l’idea di assimilare ingredienti naturali che non vengono sovrastati dal sapore forte degli spirit, in concomitanza con la rinnovata attenzione verso il benessere fisico e uno stile salutista. I prodotti light a cui il barman può attingere sono vari, spezie, infusi, bitter che aprono a un gusto sempre meno zuccheroso e sempre più acido e amaro. Tra brunch della domenica con cocktail di erbe aromatiche alcool e sugar free, consistenze, tecniche e abbinamenti presi in prestito dalla cucina e ingredienti sostenibili e riutilizzabili, il panorama della mixology è di nuovo in fermento, foriero di un’edita stagione di grandi sperimentazioni.

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