Alle origini della pizza...la Napoli!

Molti profani a sentir parlare di Pizza napoletana, credono che sia stata la prima pizza partenopea a vedere la luce. La storia ci insegna invece, che la prima pietanza ad essere chiamata Pizza è quella che noi conosciamo con il nome di Marinara, condita con pomodoro, aglio, origano e olio extravergine d’oliva. Solo successivamente fu inventata la Margherita, di cui tutti conosciamo la storia che la riconduce alla Regina Margherita.

 

Quella che noi chiamiamo Napoletana, a Napoli viene anche chiamata Romana, anche se oggi il 99% dei clienti che varcano la soglia di una pizzeria la considerano come la pizza di Napoli per antonomasia.

 

Per parlare di Pizza Napoletana o di Napoli, come dir si voglia, bisogna iniziare dalla base, quella che oggi comunemente chiamiamo “Verace”.

 

 

 

 

 

 

 

Il carattere della pizza verace è dovuto soprattutto alla sua pasta che viene preparata con un impasto simile a quello per pane, privo di grassi e dalla consistenza morbida ed elastica. Stesa a mano, perché sia degna di tal nome, i bordi della Verace devono essere di 1 o 2 cm mentre la pasta al centro deve essere alta circa 3 mm. La cottura è rapida nel forno molto caldo perché rimanga umida, soffice e non troppo cotta. Questo è il procedimento standard per la base verace, ideale cornice per ospitare i famosi ingredienti che completano la tipica pizza napoletana: pomodoro, mozzarella, acciughe salate, origano, capperi e olio extravergine d’oliva.

 

Non uno di più, non uno di meno. La pizza napoletana, verace o meno, vanta un gran numero di stimatori e, lasciatecelo dire, di intenditori. È scelta dal cliente che predilige il classico, da chi predilige i gusti decisi o dallo straniero che vuol assaggiare una delle più note tipicità in fatto di pizza.

 

Verso un nuovo modello

La pizza napoletana è uno di quei classici intoccabili, la cui ricetta è rimasta invariata nel tempo. Le ultime tendenze però ci dicono che in molte pizzerie qualcosa sta cambiando. Sentiamo qual è stata l’evoluzione negli ultimi anni di Gianluca Levato, proprietario della Pizzeria Arcobaleno di Catanzaro ( www.pizzeriarcobaleno.it ).

 

“Da un’offerta canonica, ma un po’ statica mi sono orientato verso un nuovo modello nel proporre la pizza. Creatività e fantasia vanno bene, intendiamoci, ma con un po’ di criterio. Nel mio locale i clienti hanno la possibilità di personalizzare in tutto e per tutto la loro pizza, ma io seguo le loro scelte e, nel caso la soluzione scelta vada oltre i logici abbinamenti gastronomici, intervengo consigliando soluzioni alternative ma comunque vicine ai loro desideri. Il risultato premia, perché gli avventori, oltre a sentirsi coccolati, scoprono abbinamenti inconsueti e graditi, e il nostro ristoratore ha da tempo nel suo menù pizze inventate…a due teste. E, alla fine, questa è risultata una sinergia vincente, che premia pizzaiolo e cliente, per la gioia di entrambi”.

 

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