Maremma che terra: dalle spiagge ai borghi medioevali, un luogo tutto da scoprire

Gli Etruschi per primi hanno scoperto la ricchezza di questo territorio. La Maremma si estende dalla Toscana al Lazio ed è divisa in tre parti: la Maremma Pisana, quella Livornese e quella Grossetana.
Il nome Maremma deriva o dalla parola latina maritimo o dal castigliano marismas che significa palude, infatti nella zona vicina a Castiglion della Pescaia si trova una riserva naturale paludosa.

Il territorio maremmano è il luogo ideale dove rilassarsi per qualche giorno e godersi la tranquillità, le bellezze naturali e la buona cucina; è costellato di luoghi suggestivi da visitare sia sulla costa che nell'entroterra. 

La costa maremmana

Da Follonica a Capalbio troviamo alcune delle spiagge più limpide del Tirreno. Vi consigliamo di visitarle partendo da Nord:

  1. Cala Violina, si trova nel Comune di Scarlino, oltre ad avere acque limpide ha una sabbia finissima che quando viene calpestata emette un suono simile al violino, da qui il nome «violina».
  2. Cala di Forno, situata nel Comune di Magliano in Toscana, fa parte del Parco naturale dell'Uccellina. E' visitabile esclusivamente in primavera ed autunno per evitare di renderla preda del turismo estivo di massa e  preservare così il suo ecosistema.  La spiaggia è raggiungibile soltanto dopo un paio d'ore di cammino lungo i sentieri della Riserva. 

  3. Spiaggia di Alberese, sempre nel cuore del Parco Naturale dell’Uccellina. Si raggiunge percorrendo un sentiero oppure in bicicletta. La spiaggia ha una sabbia fine e bianca ed è lambita da una bellissima pineta, sono molto caratteristici i tronchi degli alberi che arrivano fino al mare.
  4. Argentario, è un promotorio peninsulare che si trova d fronte all’isola d’Elba. Le sue bellissime cale e calette sono difficili da raggiungere, senza le necessarie informazioni è possibile camminare per ore tra i sentieri del promontorio e non giungere a destinazione. Vi consigliamo quindi di chiedere al locale ufficio informazioni turistiche gli itinerari corretti per raggiungere le spiagge. Molti percorsi saranno faticosi e impervi ma ne varrà la pena.

L’entroterra

  1. Le Terme di Saturnia, sono un insieme di sorgenti naturali di acqua sulfurea situate nella Maremma meridionale. Conosciute già dagli Etruschi e i Romani, la leggenda narra che le Terme si sarebbero formate dove cadde un fulmine che Giove scagliò contro Saturno, dopo un’accesa lite tra i due. Tra le sorgenti più suggestive segnaliamo le Cascate del Mulino e del Gorello.

  2. Tarquinia, città laziale in cui si trova uno dei più importanti siti archeologici etruschi. La necropoli di Tarquinia è l’unica testimonianza di arte pittorica etrusca, la particolarità di queste tombe consiste proprio nell’essere affrescate al loro interno.
  3. I Borghi, sono numerosi i borghi medioevali caratteristici in cui merita andare, tra questi segnaliamo: la città di tufo di Pitigliano, Scansano - dove viene prodotto il famoso vino -, Marciano e Montemerano.

La cucina maremmana

L’elenco dei prodotti di eccellenza di questa terra è lungo: si va dal miele alle castagne, dall'olio al vino, passando per i formaggi e gli affettati.

La cucina maremmana è semplice, genuina e molto variegata, utilizza infatti prodotti della terra e del mare.
Nonostante i numerosi prodotti che vi possiamo trovare l'indiscutibile Re della Maremma è il cinghiale

Buono a sapersi

Ricetta del «Cinghiale alla Maremmana»

Ingredienti per 4 persone: 1,200 kg di polpa di coscia di cinghiale, 25 cl di aceto, mezzo litro di vino rosso, 1 cipolla, 1 carota, 1 costola di sedano, un peperoncino piccante, 1 spicchio d’aglio, 250 g di pomodori pelati, mezzo cucchiaino di finocchio selvatico, brodo vegetale, sale, olio.

Preparazione

  1. mettere la carne in una terrina e coprirla con l’aceto e 25 cl di vino. La carne deve marinare almeno una notte;
  2. scolare la carne dalla marinata, asciugarla e tagliarla a cubetti;
  3. rosolare la carne in un tegame e unire le verdure tritate, il peperoncino e l’aglio, salare e aggiungere il vino rimasto. Una volta sfumato versare il brodo, i pomodori e il finocchio selvatico;
  4. coprire il tegame e cuocere a fuoco moderato finché i bocconcini di carne saranno teneri.

 

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