C’è un monte da scoprire: Montalcino

Come un dipinto, “Mons Ilcinus”, come si chiamava in origine, sorge su una delicata collina nel territorio a Nord-Ovest del Monte Amiata, alla fine della Val d’Orcia, protetto da alte mura costruite nel XIII secolo. Da sempre territorio ricco in vitigni, olivi e boschi, è un vero e proprio scrigno straripante di tesori.

Il Vino

Sentendo nominare Montalcino, gli appassionati del vino drizzano le orecchie, dato che il nettare prodotto in questa zona è uno dei più stimati e famosi del mondo, il Brunello di Montalcino, un vino nato nella metà del XIX secolo grazie al lavoro di studiosi e agricoltori impegnati nella ricerca di nuove metodologie produttive per migliorare l’utilizzo dei vitigni presenti sul territorio, individuando quelli che meglio si adattavano all’uvaggio del vino più diffuso nella zona, il Chianti.

La storia del Brunello di Montalcino è ricca e articolata e non può essere banalizzata in queste poche righe ma oggi grazie alla passione e alla cultura di quegli uomini possiamo degustare un vino eccezionale dal profumo intenso, persistente, ampio ed etereo in cui si riconoscono sentori di sottobosco, legno aromatico, piccoli frutti, leggera vaniglia e confettura composita. Al gusto ha corpo elegante ed armonico, nerbo e razza, è asciutto con lunga persistenza aromatica.

Per le sue caratteristiche, il Brunello di Montalcino sopporta lunghi invecchiamenti, migliorando nel tempo. (http://www.consorziobrunellodimontalcino.it). All’indomani del riconoscimento della D.O.C., nel 1967, è stato costituito il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, una libera associazione fra produttori intenzionati a tutelare il loro vino e a valorizzarne le caratteristiche, uniti da intenti comuni di rispetto della natura e aspirazione all’alta qualità del vino. Da non perdere quindi una visita alle numerose cantine scavate nelle viscere di Montalcino per degustare le tante etichette.

L’Olio, il Miele, i Funghi, il Formaggio, i Salumi

Ma Montalcino non offre solo vino. Tra i suoi prodotti d’eccellenza bisogna annoverare anche l’olio extravergine d’oliva, frutto di un’antica coltivazione di ulivi che per il clima e il terreno da sempre caratterizza il paesaggio di Montalcino e funghi tra cui il Tartufo bianco. Tra i vanti di Montalcino c’è anche il titolo di Città del miele poiché da sola produce l’1% del miele italiano. Grazie all’allevamento delle api si ottengono mieli tipici di diverse tipologie tra cui il millefiori, il miele di acacia, quello di corbezzolo e quello di castagno, perfetti da accompagnare ai tanti formaggi prodotti in queste terre, come il pecorino dolce o salato, fresco, semistagionato e invecchiato.

Trovandosi in terra senese sulle tavole di Montalcino si trova anche una grande varietà di prodotti derivanti dal maiale, dal maiale di cinta senese e dal cinghiale: i gustosi prosciutti, i profumati salami, le insuperabili salsicce, la finocchiata, la soppressata, il tenerissimo lardo e il tipico buristo. La fortuna di avere a disposizione tante eccellenze, ha reso la cultura gastronomica di Montalcino ricca e variegata.

Le sue radici affondano nella tradizione gastronomica Toscana, fatta di piatti popolari, semplici e genuini, tramandati di generazione in generazione. Nel menù di Montalcino si trovano i toscanissimi crostini di fegato e milza, accanto a quelli di funghi e a quelli con la salsiccia di maiale o di cinghiale e sia cucinano due baluardi della cucina regionale: la panzanella e la ribollita. Un primo piatto tipico sono i pici al sugo, con il sugo preparato con carne di vitella magra, midollo di osso, salsicce e interiora di pollo. Come secondo piatto invece si mangia il cinghiale in umido.

Si può finire in dolcezza con il castagnaccio o con i dolci secchi che a Montalcino vantano tradizioni remote, come i Brutti e boni, gli Ossi di morto o i Cantucci con le mandorle. Tutte ottime ragioni da accompagnare a una vacanza all’insegna del bello, della cultura e della bontà sorseggiando un ottimo bicchiere di Brunello di Montalcino.

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