Sua Maestà il Barolo

Quando si parla dei migliori vini rossi italiani, si creano subito due schieramenti: i “pro toscani” da una parte e i “pro-piemontesi” dall'altra; perché pur senza voler togliere nulla alle altre regioni come il Veneto e la Sicilia (tanto per toccare due estremi geografici) la palma d'oro spetta senz'altro alle due regioni menzionate per prime. Senza voler entrare nel merito di quale sia effettivamente il migliore, è indubbio che il nebbiolo sia una gloria nazionale, uno dei vitigni che ha contribuito a creare il mito del Rosso Italiano anche all'estero; diffuso quasi esclusivamente nel nord-ovest del paese, dalle sue uve si ricavano i seguenti vini:

 

Vini Zona di produzione Purezza
Barbaresco Piemonte 100% uve nebbiolo
Barolo Piemonte 100% uve nebbiolo
Boca Piemonte solo con aggiunta di altre uve
Bramaterra Piemonte solo con aggiunta di altre uve
Canavese Nebbiolo Piemonte anche con aggiunta di altre uve
Carema Piemonte 100% uve nebbiolo
Fara Piemonte solo con aggiunta di altre uve
Gattinara Piemonte anche con aggiunta di altre uve
Ghemme Piemonte solo con aggiunta di altre uve
Lessona Piemonte solo con aggiunta di altre uve
Nebbiolo d'Alba Piemonte 100% uve nebbiolo
Roero Piemonte solo con aggiunta di altre uve
Sizzano Piemonte solo con aggiunta di altre uve
Terre Alfieri Nebbiolo Piemonte solo con aggiunta di altre uve
Valtellina Lombardia anche con aggiunta di altre uve
Picutener Valle d'Aosta  

 

Il nebbiolo è un vitigno difficile da addomesticare, per dare il meglio di sé ha bisogno di crescere in ambienti caratterizzati da un particolare microclima e da una speciale composizione del terreno; gli esperti hanno individuato da tempo la sua “residenza naturale” nelle Langhe e tra tutti i vini che si producono in questa zona, il re tra i re è certamente il Barolo.

Di colore rosso granato con riflessi aranciati, il Barolo è un vino di grande struttura che esprime un bouquet complesso ed avvolgente, in grado di svilupparsi nel tempo senza perdere le sue affascinanti caratteristiche organolettiche: il profumo fruttato e speziato insieme ricorda i piccoli frutti rossi come il lampone e la fragolina di bosco, le ciliegie sotto spirito e la confettura, regalando al contempo suggestioni di rosa e di viola appassita, cannella e pepe, vaniglia, noce moscata, liquirizia, cacao, tabacco e cuoio.  

Una trentina di anni fa, il Barolo stava attraversando un momento decisamente difficile: era considerato un vino da stappare solo in circostanze eccezionali e questo certamente non giovava alla sua distribuzione. Un pugno di produttori decise così di dare un'occhiata all'estero per scoprire come se la cavavano i cugini d'Oltralpe e adottò alcuni accorgimenti tecnici per renderlo meno impegnativo e più appetibile:

1) macerazioni delle bucce d'uva nel vino più brevi per limitare l'estrazione di tannini.

2) utilizzo delle piccole botti francesi per accelerare il periodo di maturazione e ammorbidire il gusto.

Contemporaneamente furono migliorate le tecniche di coltivazione dei vigneti, limitando la produzione di grappoli per singola pianta in modo che da ogni grappolo si potesse ottenere il massimo. Questo, in estrema sintesi, fu quello che accadde in quegli anni nelle Langhe (e anche in altre regioni d'Italia) per ottenere vini meno aggressivi e pronti da bere in cinque o sei anni, senza dover aspettare decenni prima che la carica tannica permettesse di godere del vino.

Daniele Cernilli – giornalista enogastronomico italiano tra gli artefici del Gambero Rosso – ritiene che i migliori Barolo siano quelli prodotti a Monforte e nella parte meridionale di Serralunga; questo pensiero è condiviso dalla totalità degli esperti.

 

Abbinamenti consigliati

Il Barolo si sposa perfettamente con arrosti di carne rossa, brasati, selvaggina, cacciagione, cibi al tartufo e formaggi a pasta dura e stagionati.

 

BUONO A SAPERSI

Brasato al Barolo (ricetta tipica piemontese)

Ingredienti: 1 kg di carne di manzo del taglio cappello del prete, una bottiglia di Barolo, uno spicchio d'aglio, 2 carote, 1 cipolla, 2 costole di sedano, 40 g di burro, alloro, rosmarino, cannella, olio extravergine d'oliva, chiodi di garofano, sale e pepe.

Preparazione: iniziate a tagliare grossolanamente tutte le verdure e mettetele in un recipiente capiente con la carne, 2 foglie d'alloro, un rametto di rosmarino e i chiodi di garofano; aggiungete una bottiglia di Barolo. Lasciate marinare il tutto per 12 ore in un luogo fresco, dopodiché togliete la carne, asciugatela bene e fatela rosolare in una padella con dell'olio extravergine d'oliva, il burro e uno spicchio d'aglio. Filtrate le verdure e gli odori dal vino e mettete tutto in un tegame insieme alla carne rosolata. Salate, pepate e infornate per circa 15 minuti a 160°. Riscaldate poi il vino della marinatura, versatelo sulla carne e lasciate cuocere per ancora 2 ore a coperchio chiuso. Finita la cottura, togliete la carne e passate al mixer le verdure togliendo prima i chiodi di garofano, l'alloro e il rosmarino. Aggiustate di sale e versate questa salsa sulla carne dopo averla lasciata riposare per qualche minuto prima di averla tagliata
.

 

per vedere ulteriori prodotti correlati effettua la registrazione!

iscriviti alla newsletter

iscriviti